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Comunicazione inclusiva: cos’è, a cosa serve e perché è importante nel mondo del lavoro

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La diversità, oggi, fa ancora paura. È vista come una minaccia, un pericolo, mossa da stereotipi culturali che sono difficili da estirpare. È proprio per cercare di eliminare questi residui all’interno della società che si dovrebbe attuare, sempre di più, una comunicazione inclusiva, legata a un linguaggio, sia testuale che audiovisivo, che punta a includere tutti e a non lasciare indietro nessuno, eliminando ogni tipo di discriminazione tra gli interlocutori.

L’obiettivo? Rispettare e valorizzare tutte le diversità, mettendo da parte un linguaggio che evita enfatizzazioni di genere, di razza, di orientamento culturale, sessuale, religioso e di ogni altro tipo, quando si comunica o si riportano delle notizie. Un tema molto delicato, di cui ormai si parla da tempo, ma per il quale non sempre si è esaustivi in quanto, come dicono i linguisti, ci troviamo di fronte al fenomeno della “riflessione metalinguistica”, ovvero si usa la lingua per parlare della lingua stessa, materia in continua evoluzione, e per di più in italiano che per sua definizione non è mai stata una lingua neutra.

Perché la comunicazione inclusiva è importante

Come ci ha insegnato Nanni Moretti attraverso uno dei suoi film, quando dialoghiamo con gli altri, dovremmo sempre ricordarci che “le parole sono importanti” e che ognuno dovrebbe usare il linguaggio in modo consapevole. Riflettere, pensare e valutare su quello che si sta per dire aiuta a misurare le parole che si usano, immaginando quali possano essere gli effetti che queste possono provocare in chi ascolta o legge.

È questo il presupposto del linguaggio inclusivo che punta a creare forme di comunicazione che siano prive di stereotipi, pregiudizi e discriminazioni nei confronti delle persone e nello specifico di determinate categorie. Si tratta di una prassi che tutti dovrebbero adottare per utilizzare forme di comunicazione, di ogni genere, che siano in grado di rappresentare tutte le sfere del vivere sociale. Dalla scuola al lavoro, passando per la famiglia e i luoghi ludici, specifici gruppi e ogni ambito della società nel quale ci si confronta con gli altri evitando di creare distinzioni basate su sesso, origine, disabilità, colore della pelle, orientamento sessuale, religioso e preferenze politiche.

Comunicazione inclusiva e mondo del lavoro: i vantaggi

Soprattutto nel mondo del lavoro, a volte, si creano delle discriminazioni che vanno oltremodo evitate. Come? Educando tutti all’utilizzo di una narrazione inclusiva tramite approcci ed eventi ad hoc che danno modo di capire come uguaglianza e inclusione siano le basi per lavorare accogliendo tutti, senza creare barriere.

Un impegno per il quale molte aziende, stanno lavorando ormai da diverso tempo. Tra questi Head & Shoulders, brand di P&Gche si sta impegnando su diversi fronti nella lotta alle discriminazioni e che per questo ha sostenuto la campagna “Spalla a spalla”, a favore della lotta al bullismo realizzata insieme a Fare X Bene.

L’inclusività riguarda tutti ed ecco perché sul lavoro ogni dipendente ha il diritto di avere la massima libertà di espressione, di essere sé stesso, senza timore di eventuali ripercussioni. Un aspetto spesso trascurato che, invece, impatta positivamente sul benessere dei dipendenti, sulla loro produttività e di conseguenza sui consumatori e su tutta la società.

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